"Potrai rimaner solo, senza certezze, potrai abbandonarti ai ricordi di lacrime e gioia sfiorata, potrai forse in quegli attimi sentirti solo.. ma sappi che le stelle, le stelle sì, loro ci saranno sempre..."
Dopo più notti di stelle
Tra le ultime mie letture, tra le ultime stelle cadenti che si sono spente nella
mia anima, c’è né una particolare, che vale la pena di essere brevemente raccontata.
Si tratta di un libro di Daniel Pennac, autore che fino ad ora mi era conosciuto niente di più che per fama, il cui titolo è “Come un romanzo”. E’ una lettura imperdibile per tutti coloro che provano un piacere unico nell’immergersi ora in un libro ed ora in un altro, riuscendo ad assaporare ogni volta un gusto leggermente diverso per le storie che si incontrano, che sempre crea una sorta di dipendenza e un po’ porta anche al bovarismo (malattia testualmente contagiosa).
Ma passiamo al libro, che di per sé è unico in quanto spiega cosa significa il piacere di leggere con parole tanto semplici quanto leggero è il manto che si portano dietro alcune frasi lette, così come si scoprono, le stesse, profonde nel significato. Pennac la metterebbe giù così: “Così scopri la virtù paradossale della lettura, che è quella di astrarci dal mondo per trovargli un senso”.
Le sorprese che ci svela lo scrittore francese sembrano non terminare mai, e il fatto che colpisce di più è che sono verità che avevamo sempre sotto i nostri occhi, ma che non siamo mai riusciti a definire con la sua semplicità. Così quando ci confida quanto segue, restiamo affascinati un po’ come quando scopriamo una di quelle frasi da leggere e da rileggere, fino ad assorbirla dalla prima all’ultima goccia: “Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre
ad una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici. Quando una persona cara ci dà un libro da leggere, la prima cosa che facciamo è cercarla tra le righe, cercare i suoi gusti, i motivi che l’hanno spinta a piazzarci quel libro in mano, i segni di una fraternità. Poi il testo ci prende e dimentichiamo chi in esso ci ha immersi: tutta la forza di un’opera consiste proprio nel saper spazzare via anche questa contingenza! (…) Eppure, con il passare degli anni, accade che l’evocazione del testo faccia tornare alla mente il ricordo dell’altro: alcuni titoli sono allora di nuovo dei volti”.
Parlando del desiderio di leggere, spiega l’autore, non si può non partire dal considerare quali siano i diritti imprescindibili del lettore. Facciamoli scorrere più volte sotto i nostri occhi, per ricordarceli e spargerli in giro per il mondo, agli amici lettori che incontreremo. Perché la lettura è anche libertà, ed è giusto che rimanga tale: “In fatto di lettura, noi “lettori” ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura:
1) Il diritto di non leggere
2) Il diritto di saltare le pagine
3) Il diritto non finire un libro
4) Il diritto di rileggere
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6) Il diritto al bovarismo
7) Il diritto di leggere ovunque
8) Il diritto di spizzicare
9) Il diritto di leggere a voce alta
10) Il diritto di tacere
(…) Poiché se vogliamo che mio figlio, mia figlia, i giovani
leggano è tempo di concedere loro i diritti che accordiamo a noi stessi”. Le parole di Pennac, come una carezza, mi hanno donato fiducia spiegandomi cosa sia il piacere di soddisfare un desiderio, ma allo stesso tempo svelandomi cosa sia la pazienza: “Fino a una certa età non abbiamo l’età per certe letture, d’accordo. Ma, contrariamente alle buone bottiglie, i buoni libri non invec- chiano. Ci aspettano sui nostri scaffali e siamo noi a invecchiare. Quando ci riteniamo abbastanza “invecchiati” per leggerli, li affrontiamo un’altra volta”. E dopo una rilettura, come spiega l’autore, il libro può continuare a non piacerci, ma probabilmente almeno sapremo il perché.
Per concludere potrei dirmi che questa sarebbe una lettura da consigliare, ma proprio per le nuove esperienze acquisite credo sia la preferenza di chi leggerà queste sue frasi a scegliere, se considerarle sufficientemente curiose per essere soddisfatti oppure se sia meglio immergersi nell’intera lettura. Oggi sono felice di lasciarle qua, sul mio blog, anche perché il diritto di spizzicare è tipico dei poeti ed è il mio preferito, dopotutto.. “quando non si ha né il tempo né i mezzi per concedersi una settimana a Venezia, perché negarsi il diritto di passarvi cinque minuti?”. Buon Ferragosto a tutti.. lettori e lettrici!!! : )
dedicata al tema dell’ambiente che è stata fortemente voluta dall’ex vice presidente degli Usa Al Gore. Lo spettacolo tenutosi a Sidney, Tokio, Rio de Janeiro, Johannesburg, Amburgo, Londra e Shangai è stato semplicemente fantastico, moltissimi gli artisti che sono saliti sul palco, mentre il pubblico ha raggiunto veramente quote planetarie: 2 MILIARDI di persone presenti ai concerti (durati tutta la giornata) e più di 10 MILIONI di visite su msn per vederlo in diretta. Ecco qualche gruppo che ha partecipato: Dave Matthews Band (date uno sguardo al video linkato qua sotto, troooppo simpatico!), Shakira, Linkin Park, Red Hot Chili Peppers, Black Eyed Peas, Foo Fighters, James Blunt, Lanny Kravitz, John Mayer e David Gray.
Perché sai che c’è chi, come te, crede che ciò che non funziona su questo pianeta si possa aggiustare, mettendo assieme le forze. Perché la maniera migliore per migliorare sé stessi e il pianeta è farlo divertendosi, a tempo di musica. Non ci sono molte parole per descrivere le emozioni che si provano a prendere coscienza di non essere i soli ad amare questo mondo, che in fondo noi abbiamo giusto la fortuna di assaggiare prima di donarlo ancora una volta (in una ruota che prosegue) ai nostri figli.Mingle2 - Online Dating
Lieve carezza dell'universo..
esiste un universo. Ma ci sono delle ragazze che non sono in grado di vedere che esiste un universo al di là del loro mascara. Poi ci sono forse anche dei ragazzi che non sono in grado di lanciare uno sguardo oltre il loro pallone. C’è comunque una bella differenza tra uno specchietto per il trucco e lo specchio di un telescopio. Credo che questo sia quello che viene definito un «cambiamento di prospettiva». Forse può anche essere definito un «risveglio». Non è mai troppo tardi per avere un risveglio. Ma molte persone vivono tutta la vita senza rendersi conto di fluttuare nello spazio vuoto”.
sensazione che provo specialmente in questi giorni, ma che è in fondo un po' sempre dentro me, direi: "Noi siamo uno schiocco di dita nell'universo, e le parole il nostro unico eco.." e quindi, per concludere in bellezza, come scrive Jostein: “La vita è una lotteria gigante dove si vedono solo i biglietti vincenti. Lucky you!”.